Dal punto di vista nutrizionale, presenta un elevato contenuto di vitamina C e fibre alimentari, oltre a piccole quantità di selenio e livelli elevati di carotenoidi.
Possiede un potenziale effetto antitumorale, favorisce il sistema cardiovascolare, contribuisce alla regolazione della glicemia, sostiene l’apparato digerente e aiuta a mantenere la pelle sana.
Per questo motivo può essere considerato un superalimento, grazie ai suoi nutrienti e principi attivi.
Perché il broccolo è così importante in agricoltura?
La Spagna è il principale produttore europeo di broccoli, con una superficie coltivata di circa 31.255 ettari, quasi interamente irrigui, e una produzione annua di circa 495.527 tonnellate. La resa media è di 15,6 t/ha.
La regione con la maggiore produzione è Murcia, con 202,3 mila tonnellate. Le rese più elevate per superficie si registrano nella Comunità Valenciana, con 21,5 t/ha. Dati del 2022 del Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione.
Questi dati rendono il broccolo una coltura economicamente molto interessante per l’agricoltore, soprattutto quando viene coltivato in modo intensivo.
La maggior parte della produzione spagnola viene esportata, principalmente nel Regno Unito. Anche il consumo di broccoli in Spagna continua ad aumentare di anno in anno.
Varietà di broccoli e raccolta
Esistono numerose varietà, ma le principali sono:
- Calabrese verde: è la varietà più importante a livello commerciale. Si caratterizza per il colore verde intenso e per un’infiorescenza di circa 10 cm. In base al periodo di raccolta, si distinguono:
- Varietà raccolte in estate-autunno: presentano un ciclo breve, di circa 60 giorni. Nelle zone temperate, la produzione può avvenire anche in autunno e inverno.
- Varietà raccolte in inverno-primavera: presentano un ciclo lungo, fino a circa 120 giorni.
- Broccolo di Verona: si distingue per il colore grigiastro e per un’infiorescenza di circa 15 cm.
- Broccolo romanesco: presenta una grande infiorescenza verde, con dimensioni comprese tra 15 e 20 cm.
Fasi della coltivazione del broccolo
Durante il proprio ciclo di vita, la coltura attraversa le seguenti fasi:
- Crescita della pianta: dal trapianto fino all’inizio dell’induzione fiorale. In questa fase si sviluppano radici e foglie.
- Induzione fiorale: avviene al centro della pianta con la formazione dell’infiorescenza primaria. Per questa fase è necessaria un’induzione dovuta al freddo. Le foglie presentano dimensioni inferiori.
- Formazione delle teste o infiorescenze carnose: costituiscono la parte commestibile della pianta.
- Fioritura.
- Fruttificazione: si sviluppa a partire dai fiori fecondati.
Germinazione e semina del broccolo

Dal punto di vista agronomico, la germinazione viene generalmente effettuata in semenzaio per un periodo di circa un mese. Il trapianto in campo avviene quando la pianta raggiunge un’altezza di circa 20 cm.
Esistono numerose varietà adattate al nostro clima e alle diverse stagioni, motivo per cui il broccolo può essere coltivato durante tutto l’anno. Per quanto riguarda le temperature, predilige valori miti, anche se può tollerare sia temperature basse, purché non inferiori a -5 °C, sia temperature elevate.
Quando si semina il broccolo?
La semina deve essere programmata in modo che, durante la fase di formazione dell’infiorescenza, la pianta non sia esposta né a temperature troppo alte né troppo basse. L’intervallo ideale è compreso tra 20 e 24 °C.
Durante l’induzione fiorale, la pianta necessita di alcune ore con temperature comprese tra 10 e 15 °C affinché il processo avvenga correttamente.
Fertirrigazione del broccolo
Per quanto riguarda la fertilizzazione, il broccolo è particolarmente esigente in nutrienti come azoto, potassio e boro. Nei terreni carenti di magnesio è necessario reintegrarlo.
Si consiglia una concimazione di fondo prima della semina, mediante fertilizzanti NPK a lenta cessione.
È importante evitare un’eccessiva concimazione, poiché può favorire lo sviluppo delle foglie a discapito delle teste.
Tipi di terreno per la coltivazione del broccolo
Il terreno ideale per il broccolo è leggermente acido o poco alcalino, con un pH ottimale compreso tra 6,5 e 7.
Si tratta di una coltura moderatamente tollerante alla salinità.
Per quanto riguarda la tessitura, sono preferibili terreni di medio impasto, con una buona capacità di trattenere l’acqua e, soprattutto, ben aerati e drenanti. I terreni soggetti a ristagni sono molto dannosi per la coltura.
Irrigazione nella coltivazione del broccolo
La gestione dell’irrigazione è fondamentale per il successo della coltura. Il broccolo necessita di un terreno costantemente umido, ma senza ristagni.
Il sistema più consigliato è l’irrigazione localizzata o a goccia, poiché altri metodi possono favorire ristagni e malattie fungine.
L’irrigazione a goccia è preferibile rispetto all’aspersione, perché evita di bagnare la vegetazione e riduce così l’umidità fogliare.
Fabbisogno idrico
Come per qualsiasi altra coltura, il fabbisogno idrico dipende dall’evapotraspirazione della coltura:
ET = Kc × ETo
Questo valore dipende dal clima, attraverso l’ETo, e dallo stadio di sviluppo della coltura, attraverso il coefficiente Kc.
Esistono tabelle fornite da organismi ufficiali che permettono di determinare il valore di Kc in funzione dello stadio della pianta e del periodo dell’anno.
È importante utilizzare dati di ET calcolati a partire da stazioni meteorologiche vicine all’azienda agricola, poiché le variazioni climatiche incidono in modo significativo sul calcolo.
Nella tabella seguente è riportato il coefficiente Kc fornito dalla FAO.

Metodi di irrigazione del broccolo
Per quanto riguarda l’irrigazione, nelle prime fasi della coltura gli apporti devono essere abbondanti e regolari. Dopo l’induzione fiorale, è possibile distanziare maggiormente gli interventi, mantenendo comunque il terreno sempre in condizioni ottimali di umidità.
La frequenza abituale è a giorni alterni, con irrigazioni della durata compresa tra due e quattro ore, a seconda delle condizioni climatiche, come radiazione solare, temperatura, umidità relativa dell’aria e vento.
L’acqua da apportare mediante irrigazione corrisponde alla differenza tra il fabbisogno idrico della coltura e l’acqua fornita dalle precipitazioni. Il broccolo può essere considerato una coltura con un’elevata richiesta d’acqua.
Come si pianta il broccolo?
I sesti d’impianto variano in funzione della zona di coltivazione.
A Murcia: un sesto d’impianto comune prevede baulature con 90 cm tra le file e 25 cm tra le piante. Le densità più frequenti sono comprese tra 40.000 e 45.000 piante per ettaro.
In Estremadura: è abituale piantare una fila di broccoli su bancali larghi 1,5 m, mantenendo una distanza di 50 cm tra le piante. Per ogni fila viene installata una linea gocciolante.

Parassiti e cure del broccolo
La coltivazione del broccolo può essere colpita da insetti, come le altiche, e da larve, come la cavolaia.
Particolare attenzione deve essere riservata alle malattie fungine, tra cui il marciume nero e la peronospora, favorite dalle condizioni ambientali.
È inoltre consigliabile effettuare la rotazione delle colture, evitando di coltivare il broccolo dopo un’altra Brassicacea.
Automazione dell’irrigazione del broccolo con Caudal
In Caudal disponiamo di tubazioni gocciolanti a basso spessore, da 0,15 mm a 0,38 mm, con gocciolatori come S200 e S300, disponibili con diverse portate, da 0,7 l/h a 2 l/h.
Combinando lo spessore della parete, la portata e la distanza tra i gocciolatori, possiamo adattarci alle esigenze di qualsiasi agricoltore.